CIMO Regionale
Approfondimento giovedì 4 gennaio 2007

EFFETTI DEI TICKET

GIOVEDI’ 4/01/07 - Il Sole 24 Ore – Pag. 3 – Le Regioni puntano sulle addizionali LE MISURE PER L’EQUILIBRIO DEI CONTI Irap, addizionale Irpef, ticket e bollo auto. Sono questi, in ordine di importanza, gli alleati più importanti nel braccio di ferro tra le Giunte regionali e la protagonista dei loro bilanci: la spesa sanitaria. Alleati che da quest’anno possono essere mossi autonomamente dai Governi regionali, dopo che la Finanziaria ha sbloccato la leva fiscale e la manovra dello scorso anno aveva introdotto gli aumenti automatici di Irap e addizionale Irpef per coprire i deficit sanitari in eccesso. E forti di questa possibilità già dieci Giunte regionali su venti hanno deciso di ritoccare in modo più o meno pesante il proprio quadro fiscale con le Finanziarie regionali e i provvedimenti collegati. In qualche caso (Lazio e Abruzzo, per citare due esempi) le manovre non fanno che confermare per il 2007 il balzo delle aliquote verso il tetto massimo scattato a giugno (in attuazione della Finanziaria 2006) per frenare i buchi della sanità e colpire con i rincari fiscali (e i conseguenti contraccolpi sul consenso dei cittadini) le Giunte che non erano riuscite a presentare soluzioni convincenti al problema. Problema che tuttavia appare destinato a ripresentarsi con le prime trimestrali di cassa del nuovo anno. Se nemmeno l’extragettito fiscale sarà riuscito a riportare i conti in carreggiata, infatti, si affaccerà un nuovo aumento automatico delle aliquote, che in quel caso potranno superare le soglie massime stabilite all’1,4% per l’Irpef e al 5,25% per l’Irap. Sempre in Abruzzo, lo stesso meccanismo ritorna anche nel capitolo della spesa farmaceutica: la Regione ha sforato di 26,5 milioni la propria quota sul fondo nazionale e a ripianare il debito saranno in parte lo Stato e in parte i cittadini abruzzesi, che pagheranno un ticket di 50 centesimi a farmaco. In altre realtà non è l’emergenza a suonare la carica al Fisco locale, anche se gli obiettivi dei rincari non cambiano: «Per la prima volta — spiega Flavio Del Bono, assessore al Bilancio dell’Emilia Romagna — abbiamo ritoccato l’addizionale Irpef e aumentato l’Irap per settori come le banche, le assicurazioni e l’energia. I 240 milioni di nuovo gettito serviranno in parte a coprire il deficit sanitario (200 milioni in due anni, ndr), e in parte ad alimentare il fondo per i non autosufficienti». Dove i conti delle Asl non preoccupano, anche il Fisco regionale mostra un panorama tranquillo perché i tetti fissati dal Patto di stabilità 2007 (un taglio dell’1,8% rispetto alla spesa totale 2005) esclude il capitolo sanità e quindi non intacca il cuore dei bilanci regionali. E c’è chi, come Lombardia e Friuli Venezia Giulia, mette in campo per il 2007 sconti Irap a particolari categorie di imprese. «Il Patto — sottolinea Romano Colozzi, assessore alle Risorse finanziarie della Lombardia e coordinatore degli assessori regionali al Bilancio — impedisce nuove spese, per cui chi non deve coprire buchi in sanità non ha necessità di toccare il Fisco. Più preoccupante è lo sblocco della leva fiscale per gli enti locali, che potranno in questo modo finanziare nuove spese». Nelle intenzioni di Governo centrale e presidenti regionali, comunque, l’orizzonte del Fisco locale è destinato a incontrare rapidi cambiamenti. Lo stesso Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna e della conferenza delle Regioni, indica per il 2008 «l’inizio di una nuova stagione del federalismo fiscale». Gianni Trovati ***** La confusione non ferma la corsa al ticket Pronto soccorso. Agli enti già «sperimentati» si affiancano gli esordienti Tra adeguamenti e iniziative parallele annunciate, la corsa ai ticket sanitari voluti dalla Finanziaria 2007 va avanti, anche se con un comprensibile grado di confusione.Sulla bontà dell'operazione poche Regioni sembrano nutrire dubbi: chi non li aveva già introdotti si è affrettato a provvedere o ha annunciato che si adeguerà a stretto giro; chi li aveva più bassi ha fattoaltrettanto.Qualcuno — è il caso della Toscana — annuncia che declinerà a modo suo le nuove regole. Il problema vero stanell'applicazione della norma entrata in vigore a Capodanno: i più non sanno come far pagare il dovuto. Ma c'è chi ha giàfatto un primo bilancio informale: secondo l'assessorato alla Sanità del Piemonte i"codici bianchi"sarebbero già diminuiti del 1020 per cento. Nel drappello delle Regioni che si sono immediatamente adeguate, ci sono Piemonte, Trentino, Umbria, Lazio, Basilicata, Calabria e Molise.La Sardegna ha portato la compartecipazione sui "codici bianchi" da 15 a 25 euro; la Valle d'Aosta — anch'essa già dotata di ticket sui "codici bianchi" — delibererà entro il 12 gennaio. Prestazioni legate ai codici bianchi già "tassate" in Liguria e in Veneto, dove le novità sono scattate subito. In itinere, le scelte della Provincia autonoma di Bolzano: in Alto Adige i ticket sul Pronto soccorso erano già in vigore per importi tra i 15 e i 50 euro in base all'urgenza; la Giunta deve decidere se applicare anche il ticket di 10 euro per la specialistica. Tra le veterane del ticket sui "codici bianchi"spicca il Friuli Venezia Giulia:la Regione,che aveva introdotto nove quote diverse in rapporto alla gravità della prestazione fin dal 1992, delibererà nei prossimi giorni; immediatamente in vigore, invece, la quota fissa di 10 euro sulla specialistica, invariate le esenzioni. Passa da 23 a 25 euro anche il ticket sui "codici bianchi" già previsto in Emilia Romagna, mentre la Sicilia applica tutte le nuove norme mantenendo valida la più ampia platea di esenzioni prevista in relazione al reddito. Nella marcia d'adeguamento spiccano i casi estremi della Toscana e della Lombardia. La prima emanerà entro metà gennaio un " disciplinare"che regolamenterà tutta la partita dei ticket al Pronto soccorso, il cui ricavato — garantisce l'assessorato — servirà a migliorare i servizi. L'idea dell'assessorato è di imporre a tutti gli assistiti una quota fissa di 10 euro per le prestazioni a "codice bianco". È invece scattata regolarmente la quota di 10 euro sulla ricetta per la specialistica. La Lombardia annuncia per metà gennaio una delibera attuativa che potrebbe lasciare immutata la situazione attuale: i "codici bianchi" pagano già 35 euro per lavisitain Pronto soccorso e 50 per le altre prestazioni; il ticket di 10 euro sulla specialistica è già in vigore. Scelta quest'ultima fortemente contestata dall'opposizione di sinistra: la Regione aveva già da tempo innalzato a 46,6 euro il ticket massimo esigibile per prescrizione (8 prestazioni) contro il 36,15 previsti a livello nazionale. Tra contestazioni e dissonanze spicca la questione della retroattività del copayment. Anche in questo caso le scelte sono diversificate. Liguria, Emilia Romagna e Molise applicano i nuovi ticket anche alle prestazioni prenotate o prescritte nel 2006. Scelta opposta in Friuli e Piemonte: per entrambe solo le ricette scritte dopo Capodanno saranno soggette al nuovo balzello. Nell'oceano di difficoltà che Regioni e cittadini stanno affrontando, spiccano i casi di Marche,Puglia e Campania.Le prime due avevano già introdotto forme originali e autonome di copayment in Pronto soccorso (Marche: 1836 euro; Puglia: ticket sulle singole prestazioni), attuate però a discrezione di ogni struttura e con esenzioni esorbitanti. Servirà un apposito atto per armonizzare il tutto,anche se si dà per scontata la validità della norma nazionale. Tanto più servirà in Campania, dove i vertici delle aziende sanitarie danno per acquisiti i nuovi ticket, ma non sanno come riscuoterli. Ancora la Campania in primopiano: "a ciel sereno", dal 1ڠgennaio icittadini dovranno 1,5 euro per ogni confezione di farmaci a carico del Ssn per un massimo di tre a ricetta: dalla norma sono esclusi tutti i "generici". In Abruzzo, infine, dal 1ڧennaiosipagano50centesimi a confezione, fino a un massimo di 1 euro a ricetta. Barbara Gobbi Sara Todaro
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