CIMO Regionale
Approfondimento lunedì 7 maggio 2007

SINDACATI TRA IDEOLOGIA E PRASSI

Questo secolo porta con sé la fine delle ideologie. Vera o falsa, questa affermazione? E’ largamente vera in politica, dopo il crollo del muro di Berlino e – per quanto attiene l’Italia – dopo tangentopoli. Ho scritto “largamente” ma non ho potuto scrivere totalmente, per quello che sta succedendo alla sinistra dei DS. Nell’Ulivo, nella oligarchia dell’Ulivo, è prevalsa la componente che preferisce negare la ideologia comunista a favore di una socialdemocrazia annacquata. Fateci caso. Tra Margherita e DS è riuscita vincente quella parte che punta ad acquisire elettori di centro, i cosiddetti benpensanti, anche a costo di perdere ampie fette di sinistra-sinistra. Il vecchio PCI, ora DS, ha la barra al centro, così come i post-democristiani. Il laicismo si mescola ai cattolici di sinistra, Rutelli – talora – è filo vaticanista, come e più di Buttiglione. L’ideologia? L’ideologia sfuma, anno dopo anno. Ricordate le battaglie laiche contro il fascio, contro la scuola privata, contro l’università privata, contro il Vaticano pre-concilio, contro i dogmi e le regole della Chiesa? Ricordate Peppone e Don Camillo? Ed Ora? Ora Peppone non c’è più e di Don Camillo, in giro per l’Italia, ce ne sono pochi. Ruini, Bagnasco e pochi altri. Certo, la Chiesa ed i cattolici – romani combattono, ancor oggi, dure battaglie: per la famiglia tradizionale, per la tutela della vita, per le regole morali. Ma, a sinistra, la guerra laica da guerra di popolo è diventata guerra di pochi, di frange isolate che – per salvarsi – sono costrette a compattarsi in nome di quel comunismo che, anche in Russia, non c’è più……. È la fine delle ideologie, a sinistra come a destra, fatte salve poche riserve indiane. Forza nuova da un lato, Rifondazione e PDCI, dall’altro. Per il resto un magma sul centro–destra ed un magma sul centro-sinistra. Partito democratico, ex Ulivo? Partito dei moderati, post Cdl? Vedremo. Ma qual è l’idea, l’ideologia che sostiene il PD? Non l’abbiamo capito….. Sono le “lenzuolate alla Bersani” o le “privatizzazione alla Prodi”? È la tutela dei deboli o la compagnia degli affari, quella che lega banche-assicurazioni-cooperative in una catena di scatole cinesi, che condiziona l’economia ad opera di pochi? Ed, a destra, dov’è l’ideologia? Assodato che a destra si punta sulla libertà e sull’iniziativa individuale. Assodato che, a destra, si è contro il centralismo burocratico, quali altri contenuti restano, oggi? Il Governo Berlusconi non ha assunto (almeno così ci pare) provvedimenti fortemente caratterizzati su base ideologica. Ha (come tutti i governi) cercato di ridare fiato all’economia ed ai singoli, nei limiti possibili, data la stratificazione del debito pubblico. Ha puntato a ridurre le tasse ma non è riuscito a modificare la struttura dei gangli vitali dello Stato: scuola, università, magistratura, sanità, regioni. E, così, un’organizzazione statale, centrista ma precaria, risulta oggi frammentata in una marea di regioni e d’autonomie locali che – appena possono – tendono a disattendere l’impostazione romana, al Nord come al Sud. Evidenti le conseguenze: dall’arretratezza nel sistema di comunicazione (viario e ferroviario) allo scollamento tra università e mondo del lavoro, a tempi biblici nei processi, a 21 sanità regionali (con 21 iniquità nelle risposte ai bisogni sanitari), a 21 governatorati dove le spese pubbliche sono assai poco controllate. Fine delle ideologie, a favore della prassi. Ma può, l’uomo, vivere di prassi senza una ideologia, un credo, un ideale dentro di sé? Perché mi muovo, perché agisco? Per me ….. solo per me o per gli altri? Anche per gli altri, per la comunità che frequento, per il mio Paese, per aiutare i più deboli….. Ideologia e sindacati Per i sindacati, valgono considerazioni analoghe. Il diffuso benessere (pur se variamente distribuito) ha abbattuto le classi sociali e le lotte di classe. Dov’è, oggi, il padrone? Dall’altra parte del tavolo oggi non c’è più un Agnelli o un Moratti ma un coacervo di società o di interessi, rappresentate da un funzionario ben pagato. Dov’è, oggi, la miseria degli anni cinquanta? Solo in qualche ghetto di emarginati o di immigrati clandestini. Solo tra i pensionati sociali privi di una assistenza familiare. E così, i sindacati sono più a Palazzo Chigi che nelle fabbriche. E così, le spinte sindacali sono più centrali che periferiche. Il lavoratore ha, oggi, molte garanzie e la pancia più piena. Ma si muore molto, sul lavoro, ancor oggi. Eppure, la sicurezza sul lavoro interessa a pochi ed a meno spazio, sui mass media, rispetto ai Dico od alle pretese dei transessuali. Sindacati: un pieno di burocrazia e di meccanismi di autodifesa. Sindacati: la costante pretesa di essere “parte sociale” autorevole, autonoma, indipendente. Parte sociale, a tutela del lavoratore: sempre e comunque. Così invece non è, per la Triplice sindacale, almeno. Quella Triplice che ha voluto trasformare la concertazione in consociativismo. Quella Triplice che diventa agnello con i governi di centro-sinistra e lupo con quelli di centro-destra. Eppure, i problemi si accumulano, fuori e dentro le sale di Palazzo Chigi. Contratti in ritardo, pensioni in bilico, fondi integrativi in discussione, precariato in crescita, morti sul lavoro….. Con Berlusconi, milioni in piazza. Con Prodi, scioperi rinviati di mese in mese. Se la politica è in crisi, anche il sindacato confederale lo è, con l’aggravante di quel filo sottile che lega le componenti della Triplice ai partiti di governo. Di questo governo. Anche per l’UGL valgono le stesse considerazioni. Ed i sindacati autonomi? Anche per molti di loro valgono le stesse riflessioni. Anche nel comparto sanitario. Anche nell’area medica. È una cronaca recente ed è cronaca antica. Non ci riferiamo agli anni settanta ed ottanta. Ci riferiamo agli ultimi 11 anni, agli ultimi 3 contratti ……… nel corso dei quali, spesso, abbiamo ripetutamente registrato comportamenti opportunistici e giochi di sponda, supportati dalla controparte. Giochi e giochetti, con tabelle e proposte scivolati dall’ARAN ed alcune sigle e non ad altre. Giochi e giochetti, evidentissimi nei CCNL 1996 e 2000 e pressoché scomparsi (per fortuna!) nel corso della lunga trattativa del CCNL 2002-2005, nella quale l’unità delle sigle mediche e degli obiettivi si è concretizzata nel 95% dei momenti critici, per merito e per volontà di tutti. Per fortuna e per una precisa strategia comune….. Si può, allora, sostenere che – nell’ultimo contratto – la prassi ha prevalso sull’ideologia? Si, quasi sempre ……. Con ciò non si vuol sostenere che le 17 sigle sindacali si siano tutte appiattite su un minimo comune denominatore, nuovo tabellare e rivalutazione del lavoro usurante. E l’ideologia? Dov’è oggi l’ideologia nei vari sindacati medici, autonomi e non. La CIMO-ASMD non può dimenticare, nel 2007, la sua storia: dalla lontana nascita (1946) ad oggi. La difesa e la tutela della professionalità del medico del SSN, sempre e comunque. Il medico professionista (sempre) e dirigente (talora). Il professionista qualificato, che articola la sua attività tra lavoro istituzionale ed attività libero-professionale, nella consapevolezza che l’essenza del nostro lavoro è il rapporto medico-paziente. Sempre e comunque, 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana su 7. Di giorno e di notte. Nei giorni feriali ed in quelli festivi…….. sempre e comunque……… Il medico professionista che accetta il lavoro d’equipe, con o senza gerarchia, con o senza la medaglietta della dirigenza. La CIMO-ASMD non ha messo l’ideologia nell’ultimo cassetto della polverosa scrivania. Non ha rinunciato né rinuncerà a tutelare il ruolo professionale e sociale del medico del SSN. Anche all’interno dell’intersindacale; anche in un contesto sociale e politico che oggi privilegia la prassi rispetto all’ideologia, il populismo alle scelte concrete e motivate, il “fare ammuina” rispetto alla durezza di opzioni isolatrici ed isolanti. Fino ad ora, l’intersindacale ha tenuto. Ma l’intersindacale, oggi, ha dentro di sé ed attorno a sé molti, troppi pericoli. È facile essere compatti contro un nemico noto e schierato in campo aperto. È difficile mantenere la coesione se la controparte adotta la tecnica della (falsa?) concertazione, del (costante) basso profilo, della (persistente) smorzatura dei toni. Il governo Prodi si regge grazie alla continua proposizione di 10-100-1000 temi (tutti urgenti, tutti da risolvere) cui associa una prassi gestionale che porta alla sistematica occupazione dei posti di potere ed alla sistematica intrusione in tutti i principali settori della società. Dalla finanza, alle banche, alla scuola, alla magistratura, alle fondazioni, ai trasporti, alla rete autostradale, alla sanità. Alla Sanità: dal centro alle Regioni, dalle Regioni alle ASL, dalle ASL ai Servizi. Tutto, oggi, è affidato alla discrezionalità della politica. In un magma infernale che ricorda l’epoca di tangentopoli: mai come ora la politica (di sinistra) avvolge ed avviluppa tutti i gangli vitali della società, con il colpevole silenzio del 90% dei mass media. Anche la sanità non sfugge a questo magma. E i sindacati medici? Saranno in grado di cogliere, con lucidità, il pericolo di omogeneizzazione? Che al Ministero della Salute tiri una brutta aria, la CIMO-ASMD lo sa da molto tempo. Che al Ministero della Salute si sprechino le parole e scarseggino i fatti, è una realtà. In 12 mesi la Turco non ha risolto uno solo dei tanti problemi che affliggono i medici ed i laureati sanitari del SSN. La CIMO-ASMD ne ha preso atto. La CISL medici ne ha preso atto. Per questo CIMO-ASMD e CISL, venerdì 4 maggio sono andate davanti al portone di Lungo Tevere Ripa, 1. E, per risvegliare le coscienze di quel Palazzo, hanno usato la band di Carlo Loffredo. Che, se non sarà riuscita a risvegliare le coscienze, almeno ha tenuto svegli gli occupanti. Facendo ben capire, agli inquilini del 2°-3°-4° piano, che la morte della libera professione intramoenia allargata (31 luglio p.v.) non sarà indolore. Per nessuno. Già: tra prassi ed ideologia, la CIMO-ASMD si tiene l’ideologia. Perché? Perché il DDL Turco andrà anche “visto in trasparenza” (Zucchelli) ma, per la CIMO-ASMD, si tratta di una “trasparenza fantasma”. Con questo DDL l’intramoenia allargata muore, per essere sostituita dal prodotto informe di una inseminazione artificiale, con aborto all’ottavo mese. Ideologia o prassi? Lotta “dura senza paura” od “ammuina napoletana”? Cosa sceglierà l’intersindacale, quando sarà evidente a tutti che il DDL Turco non potrà trasformarsi in legge entro il 31 luglio 2007? “Ho fatto tutto il possibile….” dirà Qualcuno……Il possibile? Ma la data del 31 luglio non è stata fissata da Bersani, quello della “lenzuolata di liberalizzazioni”? Il colpevole (i colpevoli) sono noti, a tutti i medici. Uno sciopero c’è stato, contro i colpevoli della morte annunciata. Ma cosa faranno i medici prima del 31 luglio, per rianimare quella libera professione medica che – dal 1° agosto – perderà un organo vitale? Ideologia o prassi? Coerenza od incoerenza? Fronte comune o schegge isolate? Roma, 7/5/07 Key words: sindacati, ideologia, prassi, libera professione, Turco, Loffredo, sciopero.
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