CIMO Regionale
Approfondimento lunedì 10 settembre 2007

A SCHIENA DRITTA

Nell’Intersindacale della dirigenza tira un’arietta autunnale. È un’arietta che induce taluni a pensare che, con questo Governo e con questa Ministra, le battaglie sindacali e professionali dei medici possano essere, in qualche modo, facilitate. Non è stato, non è, non sarà così……. Non lo è stato. E lo abbiamo visto dal percorso – obliquo ed incerto – dell’ALPI, cioè della libera professione intramoenia allargata. Che si è salvata per il rotto della cuffia (grazie alla caparbietà di pochi sindacati medici….), ma che è stata massacrata da regolette “improbabili” ed astruse. Non lo è, visto l’immobilismo che caratterizza l’altro DDL Turco, quello sul governo clinico. Quasi che governo clinico e rischio clinico fossero problemi marginali per questa sanità pubblica, oggi invece pesantemente gravata da criticità strutturali e da una inadeguata risposta all’esplosiva richiesta di prestazioni ambulatoriali. Non lo sarà. Perché? Perché la Turco si è ben guardata dall’incontrare l’Intersindacale medica e sanitaria prima del 10 settembre. Ossia prima di scrivere il suo compitino sanitario da consegnare a TPS – Tommaso Padoa Schioppa e non “Tommaso penalizza la sanità”? “Lieve” il documento dell’Intersindacale, “nulla” la risposta della Ministra. Che, per l’ennesima volta, testimonia la straordinaria leggerezza del suo operare: dall’aumento delle dosi minime consentite di droga (sì, droga, Ministra……. non farmaci!) alla consulta dei medici malati (!?). Tutto, pur di non discutere dei problemi concreti: il fondo sanitario nazionale (100 miliardi di euro non sono sufficienti per mantenere questo SSN!); l’osceno ritardo dei contratti e delle convenzioni; il federalismo sanitario incompleto; le coperture assicurative del SSN; la necessità urgente di una rete nazionale “obbligatoria” per il RISK MANAGEMENT; le nuove regole per la mobilità sanitaria; dicotomia tra specialisti sfornati dalle Università e le necessità del mondo sanitario…… E la Turco, Lei che fa? Immobile…….in attesa di nominare i vertici degli IRCCS, senza valutare la produttività scientifica di questi stessi istituti. Che è bassa, per molti di loro (secondo Il Sole 24 Ore-Sanità): è vero o no? Torniamo all’arietta autunnale che spira nell’Intersindacale. Certo, l’unità è un “MUST” perché unisce le forze. Le forze, ho detto, e non le debolezze. Le forze, quelle che hanno capito che il tempo della tregua, degli inchini e delle cortesie è ormai finito. Le debolezze (confederali e non solo) che invece credono di poter ottenere tutto (?) senza combattere contro questo Governo. Ci spiace deludere costoro. Ci attendono mesi di lotta, per costruire un contratto positivo sul piano normativo (“via le zeppe ideologiche”) ed economico. Sappiamo cosa e quanto vogliamo. Ma, per ottenere qualcosa di significativo, dovremo essere duri e concreti. Scioperi? Non penso, oggi, a scioperi. Ma ad azioni dimostrative al Ministero della Salute (davanti, attorno e dentro) e davanti al Palazzo. Non penso, oggi, a scioperi. Ma a copiare la tattica dei piloti di Alitalia, che il garante non è riuscito né a bloccare né a rallentare. Noi medici abbiamo una grande arma: la gestione dei tempi ambulatoriali. Se rallentiamo, solo un po’, il sistema si blocca e liste di attesa e DRG saltano per aria. Dirigenti? Ma i dirigenti non fanno le guardie, dice l’Europa! Medici di guardia? Ma la pausa di recupero di 11 ore è obbligatoria, dice l’Europa! …….. Ed allora …….allora la nostra arma è l’organizzazione del lavoro, se la sappiamo usare. Per il bene nostro e per la sicurezza dei pazienti. Ed alla faccia di chi specula (“fate causa, che noi vi tuteleremo”…… proclama una pubblicità radiofonica) sul rischio clinico, trasformandolo sempre in colpa. Colpa certa, secondo costoro. Arietta autunnale. CIMO e CONFEDIR sono pronte a battersi, sindacalmente. Da sole o con altre. Non è più l’ora dei comunicati “soft”. È l’ora di agire, perché nessuno (anche in questo Governo) ci regalerà nulla: denari, regole, princìpi. In molti, potremmo cambiare il contratto. In pochi, faremo come sempre abbiamo fatto. I Don Chisciotte a difesa della nostra gente, senza sconti, prebende o premi di vario tipo. Non siamo né dei Bollero né degli Zucchelli: due storie diverse, finite in gloria…… Economia (Bollero) e politica (Zucchelli). Politica? Nel regno dei POTTA, POLILLO e C.? Politica? Non è far politica essere costretti a fare il paravento alla Turco. Non è far politica dover essere al suo posto perché Ella (volutamente) fa altro o pensa ad altro…. Serafino, hai la nostra commiserazione……. Serafino, quanto meglio saresti stato con la Bindi: tosta e cocciuta ma attiva e presente. Nel bene e nel male. Beffardo, il destino. Da Bollero i fiori alla Bindi….. con Tor Vergata dietro l’angolo. Da Zucchelli …..le scuse per conto della Turco, con l’amaro ritorno a casa (perché Serafino è un uomo d’onore….) Fare sindacato, senza altri obiettivi……. QUAERO ET NON INVENIO? MELIORA TEMPORA……
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