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Approfondimento venerdì 12 gennaio 2007

LA FINANZIARIA 2007: MENO APPROPRIATEZZA DELLE CURE

LA FINANZIARIA 2007: MENO APPROPRIATEZZA DELLE CURE Il Sole-24 Ore - venerdì 29 dicembre 2006 – pag. 25 INTERVENTO Sulla sanità si taglia solo la ricerca più avanzata di Giovanni Broggi – Istituto Besta La Finanziaria 2007 prevede un meccanismo che punta alla standardizzazione e centralizzazione degli acquisti dei dispositivi o protesi mediche e dei sistemi diagnostici. Il prezzo più basso diventa il primo criterio di scelta, senza alcuna menzione agli aspetti tecnici, non riconoscendo alcun valore alla qualità, innovazione, efficienza ed efficacia di metodologie fondamentali per assicurare prestazioni sanitarie come protesi e strumentazioni mediche che contribuiscono a migliorare e spesso salvare la vita dei pazienti. La strategia di questi tagli è a mio parere sbagliata. Si tagliano gli investimenti sulla parte più esigua, ma certo molto importante e strategica per la qualità e l'efficienza delle prestazioni mentre, come ha anche affermato la Corte dei conti, non s'interviene sulla parte più rilevante e meno efficiente del Sistema sanitario (Ssn): i costi strutturali. È bene ricordare, infatti, che l'intera spesa per le protesi mediche e le tecnologie diagnostiche hanno un valore totale inferiore al 5% dell'intera spesa sanitaria. Il risparmio previsto con questa manovra è di 160 milioni di euro nei prossimi tre anni: quindi lo 0,05 per cento della spesa totale. Si taglia così la parte più strategica e meno incisiva sulla spesa. Se negli ultimi 20 anni la aspettativa di vita si è allungata di 3,2 anni grande merito va all'avanzamento medico tecnologico, di cui le protesi sono parte importante: basta ricordare i pacemaker cardiaci, quelli neurologici, gli stent per malattie vascolari e cerebrali, le protesi per terapia delle malformazioni cerebrali e spinali, le protesi per ortopedia eccetera. Il finanziamento del Ssn previsto per il 2007 sarà complessivamente di 101,3 miliardi di euro, mentre la spesa per queste protesi mediche e per la diagnostica è di circa 5 miliardi. L'incidenza sulla spesa totale risulta dunque pari a circa il 5 per cento. I provvedimenti adottati di fatto equiparano queste metodiche a prodotti da supermercato, intercambiabili tra loro e acquistabili esclusivamente in base al prezzo, il più basso. Questa impostazione nega ogni valutazione e considerazione che possa tenere conto della loro qualità e affidabilità. Le scelte dei medici I medici, normalmente delegati dai direttori generali degli ospedali, ai quali spetta poi la decisione finale di acquisto, saranno privati del diritto/dovere di operare o proporre scelte tecniche fondamentali per la salute del cittadino. Vi sarà pertanto il prevalere di una burocrazia priva di competenze, con conseguente mancanza di appropriatezza delle cure. L'appropriatezza terapeutica, elemento fondamentale nel processo di erogazione di ogni prestazione terapeutica per qualsiasi tipo di patologia viene impedita e forse addirittura negata da un'impostazione di irrazionale risparmio di cui il paziente verrà gravemente penalizzato. Sottolineo che l'appropriatezza delle cure è il motore del miglioramento delle prestazioni, come universalmente riconosciuto da tutto il mondo scientifico, e che la sua analisi è uno dei punti di risparmio vero, riducendo i costi di degenza, abbreviando il decorso di malattie e quindi migliorando il reinserimento sociale e lavorativo del paziente. Inoltre il medico sarà esposto a problemi di tipo medico-legale assai importanti: egli è infatti il responsabile della erogazione dì ogni terapia, come riconosciuto dalla giurisprudenza e conseguentemente dal fatto che nessun direttore generale è mai stato citato in giudizio per "mal-practice". Se il medico verrà costretto ad utilizzare presidi non adeguati perché acquistati sulla base del solo prezzo inferiore dal suo direttore generale che dalla legge è costretto, e se questi andranno incontro ad avarie, danneggiando e compromettendo la salute del paziente, egli verrà riconosciuto comunque unico responsabile e forse per questo eventualmente condannato. Siamo di fronte a un paradosso perché l'innovazione in medicina prevede un costo/beneficio a medio e lungo termine per il paziente (in termini di qualità della vita) e per il Ssn (in termini di minori ospedalizzazioni, migliore gestione del paziente, riduzione dell'invasività delle cure). L'effetto di beneficio per il paziente e di miglior gestione della spesa sanitaria è legato a doppia mandata con l'avanzamento medico scientifico. L'impostazione del prezzo più basso ridurrà questa spinta innovativa. L'industria qualificata, non investirà in ricerca e sviluppo bloccando l'innovazione che non viene riconosciuta dalla logica del prezzo più basso. Inoltre non investirà più in formazione con grave sofferenza per le attività culturali e formative delle società scientifiche. Privato e pubblico Si andrà verso una sanità privata di serie A, in Italia o all'Estero, dove i pazienti potranno ricevere cure e terapie di maggior qualità ma a pagamento, e una sanità pubblica di serie B dove le terapie saranno erogate secondo la logica del prezzo più basso, con conseguente scivolamento dei pazienti più colti o più determinati e di maggior censo nelle strutture private. Nel caso queste siano in Paesi esteri, il paziente chiederà successivamente, come riconosciuto possibile dalla giurisprudenza e dalle norme erogate dallo stesso ministero della Salute, il rimborso per "in Italia" alla sua Regione di appartenenza con conseguente aumento della spesa del Ssn! In conclusione occorre agire sugli aspetti strutturali e di gestione del sistema per renderlo più efficiente e omogeneo: aspetti che costituiscono circa l'80 per cento della spesa e su cui la Finanziaria non prende alcuna iniziativa.
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