CIMO Regionale
Approfondimento lunedì 3 marzo 2008

SEE AND TREAT

La proposta Toscana di sperimentazione del modello “See and Treat” nel Pronto Soccorso è la naturale conseguenza di quanto ci siamo detti fino ad oggi sulle professioni sanitarie con l’aggravante che, non solo, si tenta di occupare spazi dirigenziali ma addirittura si ci appropria delle competenze professionali mediche con la finalità ultima di affidare, all’operato autonomo dell’infermiere, la gestione di tutto il percorso assistenziale. Inquietanti sono alcune motivazioni esposte nel punto C : * “la presa di coscienza del background culturale e professionale raggiunto dall’infermiere ….. rappresenta una realtà positiva dovendo anche costituire lo stimolo per una futura normativa favorevole a promuovere una completa autonomia” * “… l’attività infermieristica identifica, tre criteri guida (profili professionali, formazione ricevuta e codice deontologico) e due criteri limite (L. 42/99) attraverso i quali si tenta di forzare l’accesso alle competenze mediche. In particolare si sottolinea “.. l’esistenza di un campo proprio, quindi esclusivo, dell’infermiere che determina un campo di responsabilità”. * Al tempo stesso si sostiene una presunta ambiguità, anche lessica, della competenza medica (può significare “capacità” ?, “abilità” ?, “conoscenza” ?) atteso che “… il nostro legislatore da sempre è ben lontano dall’individuare definizioni generali dell’attività medica”. • Ed, inoltre, “… non sempre l’attribuzione contenuta all’interno della normativa di una attività a una data figura professionale ne comporta l’esclusiva attribuzione. Molte attività sanitarie nascono come mediche, si trasformano in attività sanitarie non esclusivamente mediche e, talvolta subiscono l’ulteriore trasformazione in attività sanitarie non più strettamente professionali ed eseguibili potenzialmente da tutta la popolazione…” (vedi rilevazione della pressione arteriosa, manovre rianimatorie, ecc.). E meno male che la delibera è stata proposta dal Consiglio Sanitario dove i medici rappresentano l'80% dei componenti !!! Credo sia superfluo ogni commento in merito ma ritengo assolutamente indispensabile intervenire sia a livello locale che nazionale, sia a livello sindacale che di FNOMeCO. E, poi, il cittadino è consapevole di cosa succede ? Provo a fare alcune considerazioni non “politiche” : Il triage (cernita, smistamento) è utilizzato per selezionare i soggetti coinvolti in infortuni, gravi o leggeri secondo classi di urgenza/emergenza crescenti in base alla gravità delle lesioni riportate o del loro quadro clinico e, quindi serve ad indirizzare alla visita medica i pazienti secondo un codice di priorità. Ma selezionare o indirizzare il paziente non significa, certamente, fare diagnosi e cura ; pertanto in assenza di orientamento giurisprudenziale in materia appare del tutto evidente che il dirigente medico (di struttura complessa o semplice o semplicemente di turno) ne assume in pieno la responsabilità del caso anche quando si verificano eventi avversi e, certamente, sarà il medico ad essere indagato, per primo, dal Magistrato di turno. Mi chiedo, allora : quanti colleghi hanno avuto problemi legali per eventi accaduti in PS legati ad una non corretta codifica del triage ? è stata effettuata una seria valutazione del triage prima e dopo la prestazione di PS ? in percentuale come si è modificata la ripartizione tra i 4 codici ? come si sono modificati i tempi di attesa dalla introduzione del triage in PS ? Ed, a proposito del triage, il See and Treat prevedere solo due codici (gravi ed urgenze minori) con evidente poca chiarezza sia sulla codifica ex gialli ed ex verdi, sia per quelle patologie subdole che potrebbero simulare quadri clinici ben più gravi (limite giallo-verde). Altro aspetto : quale sarà l’impatto numerico nella ripartizione tra i due codici ? le urgenze minori comprendono anche le centinaia di patologie non gravi (codice verde e bianco) non incluse nell’appendice n. 1 della delibera regionale ?. e se ciò fosse vero occorrono più medici (tutte le patologie tranne quelle definite nell’appendice 1) o più infermieri ? ed, in ogni caso, chi discrimina alcune patologie gastroenterologiche, urologiche, ginecologiche indicate nell’appendice ? Per quanto riguarda le risorse : si parla di area adiacente con personale proprio e di numero necessario per prendere in carico, immediatamente, il paziente ed evitare il determinarsi di lunghe code. Ma si parla anche di incrementare il numero delle prestazioni di PS attraverso un più limitato incremento delle risorse. Personalmente credo che la separazione delle aree comporti anche una diversa organizzazione del lavoro con necessità di maggiori risorse umane, certamente superiori a quanto si vuol far credere per due ordini di motivi : è necessario garantire, in ogni caso, adeguati livelli assistenziali per l’area critica (quindi non si devono ridurre le risorse) ed, al tempo stesso, attivare una turnazione separata per l’area delle urgenze minori. Altro aspetto : dobbiamo veramente incrementare il numero di prestazioni inappropriate di PS per “affollare” ulteriormente gli ospedali? Ultime considerazioni : Andrebbe spiegato al paziente, che si rivolge al PS per urgenze minori, che può essere affidato, indifferentemente, ad un medico o un infermiere che lo seguirà fino alla dimissione. Se non ha fiducia può tornare tranquillamente a casa perché trattasi, in ogni caso, di una prestazione inappropriata !!!. Andrebbe spiegato all’Assessore regionale e ai Direttori Generali che la proposta sperimentale, se messa in atto, è oggetto di concertazione sindacale perché interessa i piani per assicurare le emergenze (art. 6. lett. B CCNL).
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