CIMO Regionale
Approfondimento giovedì 16 luglio 2009

Errori medici senza sconti Ora i risarcimenti sono spesso a carico delle strutture sanitarie

Eliminare la responsabilità penale del medico per affermare con forza la sua responsabilità civile. È l'obiettivo del progetto di legge predisposto dall'Osservatorio sulla responsabilità medica di Verona, operativo dal 2006 e composto da docenti di diritto, magistrati e avvocati. «Per elaborare il testo non abbiamo chiesto il contributo di alcun medico, proprio perché i Pdl presentati finora sulla responsabilità medica hanno avuto il vizio di puntare alla depenalizzazione dell'operato dei camici bianchi senza proporre altre misure e hanno quindi riscontrato il parere contrario delle associazioni dei pazienti », motiva il vice presidente dell'Osservatorio,Natale Callipari. Il Pdl, una quarantina di articoli, viene presentato in Veneto in questi giorni per raccogliere l'adesione di un gruppo di parlamentari il più numeroso possibile e approdare alle Camere. «Attualmente – descrive l'avvocato veronese Callipari – la stragrande maggioranza dei medici lavora in strutture sanitarie pubbliche o private e il rapporto di lavoro è regolamentato dal contratto nazionale. Ciò significa che, in caso di errore medico, di solito sono le strutture sanitarie a provvedere al risarcimento dei danni al paziente. La struttura si rivale sul professionista solo in caso di colpa grave o dolo. Dal punto di vista civilistico, dunque, nel 90% circa dei casi, il "dottore" non risponde del proprio errore. E ciò non è corretto neppure nei confronti dei colleghi che lavorano in ambulatori privati, chiamati a rispondere direttamente ». Secondo stime dell'Osservatorio,circa il 50% degli errori in ambito sanitario sono imputabili a problemi organizzativi, strutturali, di gestione del personale; l'altra metà sono riconducibili al comportamento dei medici. Il Pdl puntualizza quindi la necessità di cominciare a differenziare responsabilità medica e responsabilità del medico. La prima riguarda la struttura (organizzazione del personale medico e non, strumentazione in uso, ecc); la seconda, l'operato del professionista; ragion per cui il Pdl propone l'obbligo assicurativo sia per il medico operante nella struttura che per la struttura. «Il medico infatti (ma anche infermieri, ostetriche ecc, ndr) sarà chiamato più spesso a pagare civilmente quando commette un errore – sottolinea Callipari – Non succederà più che lo stesso professionista sbagli più volte e la struttura sanitaria paghi sempre, senza rivalersi delle spese.Allo stesso tempo, però, occorre depenalizzare la responsabilità di medici e sanitari. Attualmente il rischio di finire sotto procedimento penale induce a comportamenti difensivi contrari alla deontologia». Per ridurre il contenzioso sanitario il Pdl propone inoltre l'istituzione del tentativo obbligatorio di conciliazione davanti alle Commissioni delle Camere di Commercio. «L'idea di ridurre il numero di casi in tribunale attivando procedure alternative si fa strada culturalmente in tutti i campi del diritto, dal societario al familiare – commenta Mauro Pizzigati, presidente dell'Unione triveneta Consigli dell'Ordine avvocati, coinvolto in questi giorni nella presentazione del pdl – Anche Regioni come Veneto e FriuliVG stanno legiferando per costituire organismi di conciliazione sulla responsabilità medica ». Ancora, il testo istituisce in ogni struttura pubblica o privata l'Ufficio per la gestione del rischio clinico per la raccolta, analisi e valutazione degli eventi avversi o degli errori umani in medicina. Le aziende sanitarie venete sono già state invitate dalla Regione ad attivare la figura del Responsabile delle funzioni per la sicurezza del paziente (incaricato di supervisionare l'organizzazione e proporre un'eventuale revisione dei processi assistenziali) e a dotarsi del Comitato esecutivo per la sicurezza del paziente per definire le misure necessarie a ridurre il rischio clinico.
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