CIMO Regionale
Comunicato stampa martedì 30 agosto 2011

MANOVRA, CIMO: ORA BASTA, CON TAGLIO ANNI DI STUDIO COLPITI ANCORA I MEDICI

Cassi: proclamiamo stato di agitazione della categoria

"Il bicchiere è colmo, adesso basta colpire i medici. Con questa manovra vengono negati i diritti acquisiti dalla categoria. Siamo pronti allo stato di agitazione". E' questo il commento del Presidente Nazionale CIMO-ASMD Riccardo Cassi sulla misura decisa nel vertice Pdl-Lega di ieri che esclude gli anni di università dal conteggio dell'anzianità per la pensione, e che colpisce soprattutto i medici.

"La nostra categoria entra al lavoro dopo 6 anni di laurea e 5 di specializzazione - ha spiegato Cassi - a questo va aggiunto che prima dell'assunzione passano altri anni. Di conseguenza togliere loro la possibilità di calcolare questi periodi ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità  li costringe a non poter andare in nessun caso in pensione prima dei 65 anni, diversamente da altre categorie che non hanno un percorso formativo così lungo".

"Il calcolo dei riscatti dei periodi di studio servivano a riequilibrare questa situazione - ha proseguito il presidente CIMO - peraltro questi riscatti sono stati effettuati versando all'INPDAP somme elevate alle quali corrispondevano determinati benefici. Non è accettabile che adesso vengano annullati per togliere il contributo di solidarietà sopra i 90.000 euro che invece rimane per i soli dipendenti pubblici".

"Per questo motivo - ha concluso Cassi - la CIMO che si  è dichiarata più volte disponibile ad accettare sacrifici, se necessari per le sorti del Paese, purché distribuiti equamente e mirati a ridurre lo spreco di risorse pubbliche, proclama lo stato di agitazione della categoria e si raccorderà con gli altri sindacati per decidere iniziative comuni di protesta".

                                                                                   

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