Cambiano i Governi ma non il sistema dei tagli indiscriminati.
CIMO ASMD sugli Ospedali: Non si possono chiudere strutture solo per risparmiare. Il Governo deve ascoltare i Medici .
Ogni nuova manovra, di qualsiasi Governo, colpisce la Sanità. E questa volta con il rischio altissimo di privare molti cittadini della possibilità di essere curati. La riduzione dei posti letto, in assenza di alternative vere al ricovero nel territorio crea solo disservizi. Già adesso assistiamo all'intasamento dei Pronto Soccorso perché i pazienti non possono essere ricoverati od al rientro di quelli che sono stati dimessi precocemente, per mancanza di posti letto.
La sanità è cambiata in questi anni, l'ospedale del 2012 è un centro di elevata tecnologia e di alta specializzazione che non ha bisogno degli stessi posti letto di 20 anni fa, ma di professionisti qualificati e modelli organizzativi efficienti per poter erogare prestazioni ad alto livello qualitativo. Minori posti letto però non vuol dire minore attività, ma un modello di lavoro diverso, più impegnativo che richiede maggiore specializzazione e professionalità. E deve comunque essere sostituito da altre strutture capaci di fornire servizi di emergenza e di far fronte a bisogni di assistenza ambulatoriale, senza costringere i cittadini a recarsi in presidi lontani.
Ed invece si ipotizza solo di tagliare i responsabili delle equipe mediche, senza modificare i modelli e le condizioni di lavoro, con l'unico risultato di un ulteriore demotivazione di professionisti che ormai da anni subiscono penalizzazioni economiche e di carriera e che fino ad oggi hanno retto il sistema a tutela della salute dei cittadini. Ma quanto ancora vorranno e potranno sopportare?
Il decreto sulla spending review, inoltre, rimanda alla capacità di gestione della cosa pubblica e di programmazione delle Regioni, della quale diffidiamo, perché in questi anni hanno creato solo sprechi e disavanzi, emarginando progressivamente i Medici dai centri decisionali e cercando di sottometterli al potere politico controllando le carriere.
I tagli senza una radicale modifica del SSN non servono a niente, solo a ridurre servizi ai cittadini. L'attuale sistema va quindi cambiato, ci auguriamo che la politica ne prenda atto e voglia finalmente ascoltare le proposte di chi nel sistema ci lavora .
Se non ci vogliono convocare, intensificheremo le iniziative di protesta e di proposta fino alla grande manifestazione del 27 ottobre a Roma.
