Riportiamo il CS dell'Assessore alla Sanità della regione
Sicilia Russo sui dati diffusi dal Presidente della Commissione
parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari
"Anche io ricopro un incarico istituzionale e ho il dovere di
difendere la sanità siciliana da accuse false e infondate che
creano allarme sociale e un clima di sfiducia. In conferenza stampa
ho correttamente diffuso i "veri" dati relativi ai casi di
malasanità, verificati con il Ministero: Orlando, invece, non offre
alcun dato e non precisa da dove ha attinto le cifre diffuse ieri.
Anzi, ammette di attendere ancora dalla Regione chiarimenti su
decine di richieste. E allora di quali dati parla? E perché lo fa?"
Lo ha detto l'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo,
rispondendo alla nota stampa del presidente della commissione
Leoluca Orlando.
"Se Orlando non ha gradito i toni decisi con cui oggi ho difeso la
Sicilia - ha aggiunto Russo - sappia che i suoi toni sono
sicuramente più gravi per la "sua" Sicilia, alla quale certamente
non ha reso un servizio con le dichiarazioni di ieri. E da lui non
accetto certo lezioni in termini di tutela dei diritti dei
cittadini. Al presidente Orlando inoltre ricordo che non è
opportuno sfruttare un'importante carica istituzionale come la sua
per "disporre subito l'attivazione del servizio di logopedia presso
il distretto sanitario di Petralia Sottana" come ci ha fatto sapere
appena lunedì scorso attraverso le agenzie: è compito della sua
commissione la programmazione sanitaria? Vuole forse sostituirmi
nell'incarico di assessore? Sappiano i cittadini che i nostri
uffici sono intasati dalle richieste più disparate avanzate dal
presidente Orlando il quale avrà tutte le risposte che gli
competono, come sempre supportate da fatti concreti".
Dopo la nota del Ministro Fazio sui dati reali di eventi avversi,
che vedono l'Italia ai primi posti nel mondo in tema di sicurezza
della cure, viene quindi fatta chiarezza sulla consistenza reale
del problema e, forse, sui motivi che spesso stanno dietro a certe
esternazioni ed a certe campagne sui mass media, che creano
sconcerto e sfiducia nei cittadini nei confronti di un Servizio
Sanitario Nazionale che, grazie all'impegno dei Medici e degli
altri operatori sanitari, riesce ancora ad essere uno tra i
migliori al mondo.
Il problema degli errori e degli eventi avversi esiste, è una
questione reale, drammatico per chi ne rimane vittima, ma va
affrontato con risposte serie e costruttive non con campagne
scandalistiche.
In tutto il mondo le soluzioni sono due: prevenzione e formazione
permanente del Medico.
Il DDL sul rischio clinico è fermo al Senato, nonostante il testo
sia stato condiviso da maggioranza ed opposizione, per una
questione di costi (ma Tremonti conosce l'entità del danno sociale
ed economico di un evento avverso, facilmente prevenibili?) e
l'opposizione di alcune lobby interessate al mantenimento
dell'attuale situazione.
Le Regioni vedono la formazione solo sotto l'aspetto
"dirigenziale-manageriale;, le qualità e le capacità professionali
del Medico sembrano interessare poco coloro ai quali è affidata la
tutela della salute dei loro cittadini. Non a caso vogliono un
unico contratto per Medici, Dirigenti Sanitari e Dirigenti
Amministrativi, e hanno appoggiato anche per i Medici
l'applicazione della valutazione solo gestionale di Brunetta
calibrata sulla dirigenza ministeriale.
Il rischio quindi è che continuando su questa strada la qualità
dell'assistenza sanitaria si deteriori sempre più esponendo i
cittadini che si rivolgono al SSN ed i Medici che vi lavorano alla
possibilità di errore.
Si parla, spesso a sproposito, di tentativi di privatizzare la
sanità pubblica; demotivare i Medici, non riconoscere il merito,
omologare tutto e tutti è la via migliore per arrivarci, quasi
quanto lo sperpero di denaro pubblico al quale abbiamo assistito in
alcune Regioni da parte di alcuni Governatori, grazie ai mancati
controlli e riferimenti di costi.
Cosa aspettiamo ad invertire la tendenza? Per ora siamo ancora in
tempo, tra poco forse non più.
Riccardo Cassi
Presidente Nazionale

