CIMO Regionale
Ultimissima venerdì 29 ottobre 2010

A proposito della cosiddetta "malasanità"

Riportiamo il CS dell'Assessore alla Sanità della regione Sicilia Russo sui dati diffusi dal Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari

"Anche io ricopro un incarico istituzionale e ho il dovere di difendere la sanità siciliana da accuse false e infondate che creano allarme sociale e un clima di sfiducia. In conferenza stampa ho correttamente diffuso i "veri" dati relativi ai casi di malasanità, verificati con il Ministero: Orlando, invece, non offre alcun dato e non precisa da dove ha attinto le cifre diffuse ieri. Anzi, ammette di attendere ancora dalla Regione chiarimenti su decine di richieste. E allora di quali dati parla? E perché lo fa?" Lo ha detto l'assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, rispondendo alla nota stampa del presidente della commissione Leoluca Orlando.
"Se Orlando non ha gradito i toni decisi con cui oggi ho difeso la Sicilia - ha aggiunto Russo - sappia che i suoi toni sono sicuramente più gravi per la "sua" Sicilia, alla quale certamente non ha reso un servizio con le dichiarazioni di ieri. E da lui non accetto certo lezioni in termini di tutela dei diritti dei cittadini. Al presidente Orlando inoltre ricordo che non è opportuno sfruttare un'importante carica istituzionale come la sua per "disporre subito l'attivazione del servizio di logopedia presso il distretto sanitario di Petralia Sottana" come ci ha fatto sapere appena lunedì scorso attraverso le agenzie: è compito della sua commissione la programmazione sanitaria? Vuole forse sostituirmi nell'incarico di assessore? Sappiano i cittadini che i nostri uffici sono intasati dalle richieste più disparate avanzate dal presidente Orlando il quale avrà tutte le risposte che gli competono, come sempre supportate da fatti concreti".


Dopo la nota del Ministro Fazio sui dati reali di eventi avversi, che vedono l'Italia ai primi posti nel mondo in tema di sicurezza della cure, viene quindi fatta chiarezza sulla consistenza reale del problema e, forse, sui motivi che spesso stanno dietro a certe esternazioni ed a certe campagne sui mass media, che creano sconcerto e sfiducia nei cittadini nei confronti di un Servizio Sanitario Nazionale che, grazie all'impegno dei Medici e degli altri operatori sanitari, riesce ancora ad essere uno tra i migliori al mondo.
Il problema degli errori e degli eventi avversi esiste, è una questione reale, drammatico per chi ne rimane vittima, ma va affrontato con risposte serie e costruttive non con campagne scandalistiche.
In tutto il mondo le soluzioni sono due: prevenzione e formazione permanente del Medico.

Il DDL sul rischio clinico è fermo al Senato, nonostante il testo sia stato condiviso da maggioranza ed opposizione, per una questione di costi (ma Tremonti conosce l'entità del danno sociale ed economico di un evento avverso, facilmente prevenibili?) e l'opposizione di alcune lobby interessate al mantenimento dell'attuale situazione.
Le Regioni vedono la formazione solo sotto l'aspetto "dirigenziale-manageriale;, le qualità e le capacità professionali del Medico sembrano interessare poco coloro ai quali è affidata la tutela della salute dei loro cittadini. Non a caso vogliono un unico contratto per Medici, Dirigenti Sanitari e Dirigenti Amministrativi, e hanno appoggiato anche per i Medici l'applicazione della valutazione solo gestionale di Brunetta calibrata sulla dirigenza ministeriale.
Il rischio quindi è che continuando su questa strada la qualità dell'assistenza sanitaria si deteriori sempre più esponendo i cittadini che si rivolgono al SSN ed i Medici che vi lavorano alla possibilità di errore.
Si parla, spesso a sproposito, di tentativi di privatizzare la sanità pubblica; demotivare i Medici, non riconoscere il merito, omologare tutto e tutti è la via migliore per arrivarci, quasi quanto lo sperpero di denaro pubblico al quale abbiamo assistito in alcune Regioni da parte di alcuni Governatori, grazie ai mancati controlli e riferimenti di costi.
Cosa aspettiamo ad invertire la tendenza? Per ora siamo ancora in tempo, tra poco forse non più.

Riccardo Cassi
Presidente Nazionale

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