CIMO Regionale
Ultimissima martedì 17 gennaio 2012

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE CIMO-ASMD AD ADNKRONOS SALUTE

Cimo lancia proposta su riforma professione medico, convegno a Roma.
Roma, 16 gen. (Adnkronos Salute) - Competenze, carriera e contrattazione: si
basa su questi tre pilastri - ma non solo - la riforma professionale del
medico messa a punto dalla Cimo Asmd. Una sorta di 'proposta di legge' da
sottoporre all'attenzione delle istituzioni, che verrà presentata il 26
gennaio a Roma nel corso di un convegno, e che affronta una questione per la
Cimo Asmd ormai indifferibile: la riforma professionale dello stato
giuridico del medico. "E' necessario - spiega all'Adnkronos Salute il
presidente della Cimo Asmd, Riccardo Cassi - pensare a norme che
stabiliscano le competenze dei medici in relazione a quelle delle nuove
professioni sanitarie". Cassi chiede quindi di definire per legge l'atto
medico, in sostanza: chi deve fare cosa. "Questo - spiega - per evitare
contenziosi e, soprattutto, per tutelare al meglio i pazienti". Un'altra
questione che sta a cuore alla Cimo Asmd è quella legata all'avanzamento di
carriera dei camici bianchi. Per Cassi, è arrivato il momento di "legare la
progressione di carriera all'acquisizione di sempre maggiori competenze
professionali". In pratica Cassi auspica che l'approdo alla direzione di
struttura complessa sia legato più alle competenze mediche che non a quelle
manageriali. "Anche se - precisa - quest'ultime non vanno trascurate". La
proposta della Cimo prevede inoltre il capitolo legato alla riforma della
modalità di contrattazione, che verrà illustrato nel dettaglio nel corso del
convegno. Intanto tra due giorni la Cimo, insieme alle altre sigle
dell'Intersindacale medica, incontrerà a Roma il ministro della Salute
Renato Balduzzi. In quella sede i rappresentanti dei camici bianchi
sottoporranno al ministro tutte le maggiori criticità della professione. Tra
queste: la riqualificazione della rete ospedaliera e la riorganizzazione
delle cure primarie; l'abuso di contratti atipici che produce un diffuso
precariato; il problema della responsabilità professionale. Ma non solo. Un
altro nodo difficile da sciogliere - almeno per la Cimo Asmd - è quello
legato all'intramoenia allargata - prorogata di un anno, fino al 31 dicembre
2012 - che consente ai medici di svolgere la libera professione fuori dagli
ospedali, ove non siano disponibili spazi interni. Per Cassi, è arrivato il
momento di trovare una soluzione definitiva, "perché - spiega - non si può
andare avanti a proroghe. Va dato un provvedimento quadro che superi la
legge Turco del 2007, recepisca l'atto Stato-Regioni del 2010 e consenta la
contrattazione regionale con il coinvolgimento dei sindacati". Uno scenario,
quello attuale, che secondo Cassi non è più tollerabile, anche alla luce del
fatto che l'intramoenia "finanzia i sistemi sanitari regionali, visto che le
aziende si intascano dal 30 al 40% delle tariffe".

 

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