Noi vorremmo che questa manifestazione rappresentasse gli Stati Generali nel senso non di una pur giusta e doverosa protesta nei confronti di una manovra che penalizza ancora una volta la nostra categoria, ma dell'inizio di un confronto interno ai sindacati rappresentativi dei dipendenti e convenzionati per un'analisi della situazione attuale della sanità, dalla quale partire per un progetto condiviso che rilanci il ruolo del Medico e della dirigenza sanitaria all'interno del SSN.
Sono infatti 20 anni che finanziarie, manovre, leggine anche regionali progressivamente hanno tolto fondi economici, distrutto la carriera, ridotto gli spazi professionali, aumentato la precarizzazione, favorito l'esplodere di un contenzioso legale.
Protestare giustamente contro una manovra che colpisce i nostri stipendi e le nostre pensioni, manovra alla quale peraltro non sono state fatte proposte alternative, non risolve i gravi problemi che affliggono il mondo medico e sanitario.
Noi crediamo che essere dalla parte dei cittadini voglia dire chiedere alla politica di poter offrire il meglio delle nostre conoscenze professionali e poter prendersi cura dei loro bisogni in scienza e coscienza, senza vincoli burocratici. Vogliamo in concreto riportare il Medico al centro del sistema, restituendogli stimoli e dignità.
Noi temiamo che, se, per assurdo, il blocco dei trattamenti economici per il 2014 non si dovesse realizzare, rinnovare un contratto con le norme attuali potrebbe essere un'ulteriore perdita per la categoria.
Occorre quindi cambiare profondamente il sistema, prendere atto del fallimento della riforma "dirigenziale" e costruire un nuovo stato giuridico che recuperi le carriere professionali e ristabilisca una progressione economica che premi il merito, modifichi l'accesso al servizio, facendo rientrare il precariato in un ambito fisiologico, avvicini la dipendenza e la convenzione, individui regole chiare ed uniformi per l'esercizio della libera professione.
Vogliamo una definizione nazionale delle competenze in campo sanitario per evitare le fughe in avanti da parte di Regioni che affidano ad altre professioni sanitarie atti medici, senza la necessaria copertura legislativa.
Vogliamo una modifica sostanziale della responsabilità professionale, con il riconoscimento dell'alea terapeutica, e la depenalizzazione della colpa professionale . Se altre categorie rifiutano di dover risarcire perché questo condizionerebbe il loro giudizio, perché questo principio non può essere applicato anche ai Medici che quotidianamente debbono prendere decisioni vitali per il paziente in tempi estremamente rapidi?
Noi oggi siamo qui perché è necessario che la categoria sia unita e perché è giusto protestare contro una manovra che ci colpisce più di altri, ma se da oggi non parte un movimento di profondo cambiamento del ruolo e della figura del Medico che valorizzi la professione, noi ci troveremo di nuovo a lamentare ulteriori tagli o aumenti di tasse a seconda di chi ci governerà in quel momento, senza aver fatto il nostro dovere di sindacati nei confronti di una categoria sempre più demotivata, nonostante eserciti una delle più belle professioni del mondo.
Dr. Riccardo Cassi
Presidente Nazionale

