Riccardo Cassi, presidente Cimo Asmd
Azzerata la specificità medica. Per il 2011 chiediamo chiarezza
Il bilancio del 2010 non può che essere negativo, nonostante l'impegno del ministro Fazio ad aprire un confronto con i sindacati ed intervenire su alcune criticità. Gli aspetti più negativi sono stati due: la manovra economica, con il blocco del contratto e della premialità, e la riforma Brunetta, con la perdita dell'area contrattuale medica e un sistema di valutazione dei medici che si è rivelato inadatto.
Una delle note positive del 2010 è stata il fallimento del testo di legge sul governo clinico, di cui la Cimo Asmd auspica l'approvazione, ma in una formula diversa. Così come auspichiamo l'approvazione del ddl sul rischio clinico.
Il 2011 sarà sicuramente l'anno del federalismo, a cui la Cimo Asmd è favorevole, perché permetterà di capire chiaramente il costo reale della sanità nelle Regioni e capire se c'è veramente un sottofinanziamento della sanità o se le Regioni sprecano.
Per quanto riguarda le priorità sindacali, invece, chiediamo che si faccia chiarezza sulla definizione di atto medico e sulle competenze delle professioni sanitarie, perché oggi si è creata una situazione di confusione che non ha alcuna base giuridica. La Cimo non è contraria a una ridefinizione del ruolo delle professioni sanitarie, ma vogliamo che sia definito per legge, sia per garantire che la formazione di questi professionisti garantisca le capacità di effettuare determinate prestazioni, ma anche per evitare che sul medico ricada la responsabilità di atti compiuti da altri professionisti.
Riteniamo inoltre fondamentale che vengano distinti i medici dagli altri dirigenti della Pubblica Amministrazione. Questo, peraltro, è un sistema che non premia i medici più bravi, perché si basa su una carriera di tipo "gestionale" e non professionale.
Infine, è di prioritaria importanza intervenire per la stabilizzazione dei precari e per una riforma del rapporto università-ospedale. Servono accordi con le università e forme contrattuali a tempo determinato che permettano ai giovani medici di essere inseriti rapidamente nei servizi e formarsi sulle reali esigenze del Ssn.

